Pittura tardo medievale

Vita della Vergine

 

Il programma dipinto sui muri della navata racconta gli ultimi momenti della vita della Vergine. Questo tema del « Transitus Mariae », narrato nella Leggenda Dorata di Jacques de Voragine e ispirato dai vangeli apocrifi, è raramente rappresentato in modo cosi’ dettagliato nelle regioni alpine. L’artista si ispira a uno dei testi, il vangelo di Maria che porta una luce particolare alle scene citate. 
 
Il muro nord, che rappresenta Giovanni rapito da un nugolo e trasportato dalla Vergine a Efeso è abbastanza danneggiato nella parte inferiore. In alto figura una seconda Annunciazione :
L’Angelo annuncia a Maria l’avvicinarsi della sua morte. Il dipinto è abbastanza rovinato.
 
Il muro sud rappresenta la Dormizione di Maria. Rappresentazione sorprendente e toccante dove l’anima della Vergine prende le sembianze di una fanciulla portata via dal Cristo che la tiene nelle sue braccia.
 
 
Nel registro inferiore, il dipinto assai danneggiato rappresenta la Sepoltura di Maria :
Un uomo con un elmo tenta d’impossessarsi della sua spoglia. E’ il soldato ebreo Rubino le quali mani vengono immediatamente paralizzate, ma poi si pente e Pietro lo guarisce. Quest’episodio marcato fortemente d’un impronta anti-semita è raramente rappresentato.
Nella regione troviamo solo un altro esempio simile a Montegrazie in Liguria.
 
 
 
 
 
 
 
Sul capezzale sono rappresentati, dal basso in alto, le scene dell’ incredulità di Tommaso, la Visita alla Tomba dove il corpo di Maria è sostituito da rose e l’Assunzione.
 
 
Le quattro volte della navata rappresentano i quattro Evangelisti ritratti in un decoro gotico di grande finezza.
La decorazione non istoriata che separa le scene è di una grande ricchezza. La scelta delle forme è generalmente molto caratteristica d’un pittore e del suo atelier.
In questo caso possiamo riconoscere il motivo in forma di « tenda del cielo » tipico di Baleison.
 
 
L’opera è dipinta ad affresco, su un intonaco fresco che assicura la straordinaria longevità dei colori con tutta la loro intensità cristallizzata nella materia minerale. Possiamo comunque notare che è raro trovare una pittura murale interamente eseguita ad affresco.
Spesso i ritocchi finali all’opera venivano eseguiti a secco, infatti il lavoro su intonaco fresco non permette nessun ritocco o pentimento.

 

Luogo

Strada della Madonna
Briga
France
44° 4' 2.0532" N, 7° 38' 52.4436" E

Cicli di affreschi : Vita della Vergine, Scene della Passione, Giudizio Universale.

 

L’arco trionfale che separa la navata dal coro è ornato dalle scene dell’infanzia e della vita della Vergine e dell’infanzia di Cristo, a partire dalla nascita della Vergine alla presentazione al tempio di Gesù. Sono l’opera di giovanni Canavesio che lavorò nella cappella dopo Jean Baleison, al quale appartengono alcuni motivi ritrovati sotto la scena della Natività.
Le scene sono ricche di dettagli narrativi, ispirati a un testo apocrifo, il protovangelo di Giacomo.
 
VITA DELLA VERGINE
 
La parte alta dell’arco è consacrata alla Vita della Vergine, narrata da sinistra verso destra. La scena della Nascita di Maria è abbastanza rovinata. Una certa goffaggine nell’equilibrio dell’opera è percettibile, come nella Visitazione o nel Massacro degli Innocenti, in netto contrasto con la bella armonia che caratterizza il resto dell’opera come nella Presentazione di Maria al Tempio. Il movimento d’ascensione di Maria bambina, accompagnata dai suoi genitori, Anna e Gioacchino, e accolta dal prete, è di grande bellezza.
 
Più movimentata, la scena dello Sposalizio di Maria, dove il nobile equilibrio statico del prete che unisce gli sposi contrasta con il gruppo agitato dei pretendenti.
 
La scena della Natività è in due parti: sulla destra Giuseppe e Maria circondano il bambino Gesù con le loro preghiere nel contesto dell’armoniosa architettura della stalla. Il bambin Gesù è posato sul maantello della Vergine, come nella Natività di Bréa che si trova alla collegiale della Briga. San Giuseppe ha in mano una candela di cui protegge la fiamma, come nelle rappresentazioni della pittura nordica. Sulla sinistra, una sfilata di rocce evoca le montagne delle Alpi tutt’intorno, accogliendo un gregge di pecore della Briga, una delle principali ricchezze del paese. Il pastore vicino al secchio per mungere interrompe il suo pasto per salutare l’angelo che annuncia la buona nuova.
 
Nell’Adorazione dei Magi si ammirerà in particolare la ricchezza delle stoffe e la meravigliosa varietà della processione che accompagna i Re Magi, dove Canavesio rappresenta un mondo piuttosto strano per la sua epoca, con un dromedario molto esotico che domina la scena. Giuseppe si asciuga la fronte, stupefatto da questo spettacolo.La composizione ha un notevole equilibrio, una delle più belle scene della cappella.
 
La Fuga in Egitto è una scena commovente, ricca in dettagli. Canavesio rappresenta il “miracolo dei datteri”: Gesù bambino ha fame, un angelo fa piegare una palma sul cammino dell’asino che porta Maria e suo figlio per farlo mangiare. Sulla sinistra, una cortina d’alberi isola un’altra scena: dei soldati domandano ad un contadino che raccoglie il grano se ha visto i fuggitivi. “Si,risponde, sono passati quando seminavo”. Per miracolo il grano era cresciuto in qualche ora appena.
Si ritrova una scena simile nella Fuga in Egitto a Lans le Villars, in Savoia.
 
La scena del Massacro degli Innocenti è dominata da Erode che guarda lo spettacolo da una loggia quando in verità non assiste alla scena. Ma le pitture di Canavesio sembrano denunciare la responsabilità del massacro facendolo apparire.
 
Si apprezzerà infine il bell’equilibrio spaziale della Presentazione di Gesù al Tempio, che chiude questo ciclo.
 
 
 
 
SCENE DELLA PASSIONE
 
 
La navata è dipinta con le scene della Passione di Cristo. Un’iscrizione del 1583 figura sotto la crocifissione, precisando che l’opera fu ordinata a “ IOANES CANAVESIO PICTORE” e terminata il 12 ottobre 1492. La totalità delle scene della Passione copre una superficie di 123 m².
Il ciclo comincia sul registro superiore del muro sud della navata (a destra) e si svolge in quattordici pitture su questo muro e dodici sul muro opposto.L’ Entrata a Gerusalemme presenta un’architettura della città tipica del Rinascimento. L’asina con il pelo chiaro è straordinariamente viva, come tutti gli animali presenti in questo affresco. Mentre porta il Cristo, allatta il suo asinello. Dietro le mura della città, dei personaggi tagliano dei rami d’olivo per lanciarli al passaggio di questo “Re”.
 
La Cena è rappresentata come una pittura da pala, sormontata da una decorazione in arco carenato. Il Cristo è seduto davanti a Giuda che è isolato sul davanti della scena. I due personaggi sono legati nel gesto delle braccia che si riuniscono intorno all’agnello simbolico, sottolineando l’opposizione fondamentale del bene e del male. Qui ancora i dettagli come la tovaglia, i bicchieri e la caraffa di vino sono curati e rendono la scena presente e viva. Secondo un’iconografia che si ritrova in Piemonte, i pani sono in tre pezzi per sottolineare simbolicamente la Trinità.
 
Il Lavaggio dei piedi si svolge in una stanza dalla decorazione rinascimentale: piastrelle per terra, un colonnato che si apre su un esterno fittizio, soffitto in rivestimento di legno. Il candore del vestito di Cristo che si ritrova anche nell’acqua della bacinella, simbolizza la purezza. Questa purezza che Giuda desidera talmente che si affretta a togliere il suo sandalo. Questa scena dovrebbe precedere la Cena, ma la scelta d’ invertire accentua ancor più il tema del tradimento, molto presente in questi luoghi e forse legato alla storia locale.
In effetti Giuda è trattato come un personaggio principale e siamo così già ben introdotti alla seguente scena del Tradimento di Giuda.
 
Il Tradimento si presenta sotto forma di dittico separato da una fine colonna che sostiene due archi a tutto sesto. A sinistra, Giuda è posseduto dal diavolo e riceve i soldi del tradimento. A destra si pente.Il suo piede destro è ben ancorato al suolo sia in queste due scene che nel Lavaggio dei piedi. È proprio lo stesso personaggio capace di tradire, ma anche di pentirsi aspettando la redenzione di Cristo.
 
Nel Giardino degli Olivi, si ammirerà una composizione capace di creare una profondità che esalta gli avvenimenti. Il giardino rinchiuso da un recinto circolare ha una ricca vegetazione descritta con grande minuziosità. Gli alberi sono raggruppati due a due ( l’Antico e il Nuovo Testamento) o tre a tre (Trinità). Un’immensa roccia sorge al centro del giardino (simbolo dell’alleanza con Dio). Un’agitazione tumultuosa sul fondo contrasta con la calma statica del giardino; Giuda entra da una porta seguito da un’orda di soldati pronti ad arrestare Gesù.
 
Il Bacio di Giuda si svolge in uno scenario molto movimentato, carico di contrasti simbolici:
una lanterna in piedi e accesa / una lanterna rovesciata a terra, Pietro che colpisce / bacio del Cristo, la mano di Giuda che prende i soldi / la mano di Cristo che da, restituendo a Malchus l’orecchia che Pietro gli ha tagliato.
 
La scena della Presentazione di Cristo ai preti  è direttamente seguita dalla scena della Flagellazione, cio` ci fa pensare che la responsabilità dell’esecuzione è attribuita agli ebrei piuttosto che ai romani. Cristo è stato tradito dal suo stesso popolo.
Ciò nonostante, il Canavesio rettifica e commenta in seguito nel ciclo del Giudizio di Pilato.
Di fatto, con una sintesi stupefacente, la Flagellazione sta direttamente di fronte sul muro opposto alla Resurrezione dove il Cristo è esattamente allo stesso modo al centro di un gruppo di quattro persone. La colonna centrale della Flagellazione fa pendant all’asse verticale della croce della Deposizione che le sta di fronte nel registro superiore.
 
Nell’undicesima scena, Gesù è condotto davanti al pretorio di Pilato. La dinamica della scena si articola attorno agli assi diagonali delle lance che formano una croce di Sant’Andrea. Lo stendardo, che porta i disegni del pipistrello e dello scorpione collegati al popolo ebreo, si inclina davanti al Cristo. La moglie di Pilato è presente. Secondo il Vangelo apocrifo di Nicodemo dice a suo marito di non condannare Gesù.
 
Cristo è colpito dagli ebrei in un gran movimento a vortice. Sembra essere al centro di una ruota mossa da una forza infernale, in un ciclo che trascende la nozione di tempo storico.
Anche qui la scena è spostata rispetto ai Vangeli, dovrebbe situarsi al posto della Flagellazione, subito dopo la comparizione davanti a Caifa.
 
Il ciclo si termina con delle scene di gran potere evocatore. La Morte di Giuda mostra il personaggio impiccato e sventrato, conciliando due racconti diversi, il Vangelo di Matteo dove s’impicca e l’atto 1 dell’apostolo Pietro dove muore per incidente.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Crocifissione ha grandi dimensioni, coprendo i due registri, inferiore e superiore, con una messa in scena grandiosa. Una molteplicità di dettagli e personaggi recano il messaggio profondo a questa scena fondamentale del ciclo.
 
Il racconto si termina con una Discesa agli Inferi citata nel Credo che avrebbe dovuto precedere la Resurrezione. Canavesio illustra qui in modo vivace e fantasioso il mondo caotico e mostruoso dell’inferno, creando un legame con il Giudizio Universale che ci invita a scoprire.
 
 
 
GIUDIZIO UNIVERSALE
 
 
Il Giudizio Universale è un’opera grandiosa che copre tutto il muro occidentale della cappella su una superficie di 33 m².
La molteplicità dei personaggi s’impadronisce dello spettatore che si accorge piano piano dell’ordine imposto alle scene da una parte e dall’altra dell’immagine di Cristo sovrastante l’arcangelo Michele. A sinistra dell’affresco, il re Salomone cita una frase dell’Ecclesiasta invertendo una proposta negativa: « Erit Recordatio apput eos qui futuri sunt in novissim ».
Invita lo spettatore inorridito dal mostro che inghiotte i personaggi dell’inferno e pronto a sottomettersi alla legge divina, a ricordarsi questo fatto nel futuro.

 

Luogo

Strada della Madonna
Briga
France
44° 3' 44.4132" N, 7° 38' 52.4436" E

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