Sul pannello centrale é rapresentata la Vergine della pietà che accetta il suo dolore con umanità. Nel cielo, gli angeli, lasciano trasparire la loro sofferenza che esprime il dolore dell’umanità , creando un contrasto rispetto alla serenità di Maria che riesce a superare la sua pena.
La scena é piazzata in uno dei primi paesaggi conosciuti della pittura nizzarda con colline e vallate. Il castello é forse quello di Nizza. A sinistra figura San Martino, molto popolare in Francia ed in Italia. È rappresentato come un giovane militare sul suo cavallo. A sinistra della Vergine si trova Santa Caterina, venerata sia nella regione nizzarda che nel bacino meditteranneo.
È la prima opera attestata di Louis Brea. Le tradizioni francesi sono mescolate alle influenze ultramontane. Il gruppo della Vergine e del Cristo é ancora nettamente provenzale, ricorda la Pietà di Villeneuve-lès-Avignon d’Enguerrand Quarton. La rappresentazione di San Martino é invece molto italianizzante, vicina all’ arte toscana e presenta delle affinità stilistiche con l’arte lombarda. Delle similitudini con San Martino della pala dipinta a Treviglio da Bernardo Zenale e Bernardino Butinone permettono di supporre che gli artisti avrebbero potuto inspirarsi ad un modello comune. Si vede bene come Louis Bréa, sin dall’inizio della sua creazione, é aperto alle influenze esterne alla regione ed è capace di assimilarle.

