Crocefissione

 

La pala proviene dalla chiesa dei Frati Minori dell’Osservanza del convento di Sainte Croix, distrutto nel 1543 durante l’assedio di Nizza tenuto da François I. Nel 1546, l’opera è trasportata dai francescani a Cimiez. Il programma iconografico è d’ispirazione francescana, San Francesco figura in un posto d’onore, a destra del Cristo. Tre santi del suo ordine sono rappresentati sulle bande laterali.
 
Il pannello centrale mostra una monumentale crocifissione. A destra della croce, la Vergine cade, sostenuta da San Giovanni e da una pia donna. Un’altra pia donna, dietro a San Giovanni, congiunge le mani guardando il Cristo sulla croce. Dietro a questo gruppo, San Francesco d’Assisi, vestito di bianco, mostra le stigmate e alza gli occhi verso Cristo. A destra, Santa Maria Maddalena è inginocchiata e abbraccia i piedi della croce. Si ritrovano i tratti d’altri personaggi femminili dell’opera di Bréa, soprattutto la Santa Caterina d’Alessandria del Rosario di Taggia. Bisogna scorgervi una giovane donna presente nella vita del pittore? Dietro, San Gerolamo si colpisce il petto. Sul lato, due personaggi vestiti da signori del Rinascimento conversano guardando la scena. Secondo certi autori potrebbe trattarsi di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea. Per altri, il personaggio che volta le spalle sarebbe il Bréa stesso.
La predella presenta delle belle composizioni di scene della Passione. Al centro figura un Cristo di Passione, secondo una rappresentazione ricorrente nella regione: Cristo è solo, circondato dagli strumenti della Passione, come nel modo adottato da Jean Canavesio e dall’atelier d’Antoine Ronzen.
 
La crocifissione è diversa dalle pale precedentemente eseguite dal Bréa. Liberatosi dalle regole tradizionali e abbandonando lo scenario gotico, l’artista presenta qui la composizione su un unico pannello. Le figure sono quasi a grandezza naturale e hanno perso l’abituale rigidità. Il paesaggio mostra per di più che il pittore sa rendere l’illusione di una terza dimensione con abilità, suggerendo la profondità non più ponendo diversi piani, ma utilizzando degli effetti di chiaroscuro. Al rinnovo della composizione si aggiunge una trasformazione nella qualità pittorica e nel disegno: Louis Bréa accentua in effetti le espressioni così come la plasticità delle figure, ereditata probabilmente grazie alla collaborazione con Vincenzo Foppa, in un disegno più sicuro e un colore più vivo. Si notano anche certe innovazioni iconografiche come la Maddalena che non porta più il vaso di profumi, ma abbraccia la croce o quella di San Giovanni che non tiene più il calice, ma sostiene la Vergine. I visi hanno perso la loro impassibilità, sono più segnati dal dolore. Questa tendenza naturalista suggerisce l’impatto dello stile fiammingo su Bréa. La conoscenza dei modelli lombardi e fiamminghi ha influenzato l’esecuzione della Crocifissione di Cimiez, tappa importante nell’evoluzione di Bréa, mostrando che ha saputo assorbire i modelli del Rinascimento e trascriverli con successo.

 

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