Emplacement

La presenza dei Benedettini in valle è documentata con certezza. Infatti un documento del 1119 registra l’accordo intercorso tra la comunità e l’abbazia di Lerins, con il quale si donava la chiesa di San Martino di Vasia in cambio dell’impegno di due monaci a prendervi stabile dimora. Era inoltre pattuito il versamento di un contributo di “12 libbre d’olio”. Vasia ha condiviso in passato, insieme al Comune di Prelà, le vicende dell’antica castellania di Pietralata. Composto da piccoli nuclei sparsi tra boschi d’olivi, il centro principale è situato in felice esposizione sulle pendici del monte Acquarone. La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, che vanta il più elevato campanile in valle (iniziato nel 1804), è stata in parte ristrutturata nel 1640: accoglie al suo interno due polittici del secolo XVI, raffiguranti entrambi la Madonna con Bambino e Santi: uno è opera di Giulio de’ Rossi, l’altro proviene dall’antica chiesa di san Martino. Quest’ultima, già sede monastica benedettina, è ubicata vicino al cimitero e, per raggiungerla, si percorre una strada lungo la quale s’incontrano numerosi piloni devozionali. Sulla stessa piazza della parrocchiale affaccia il bell’oratorio dalla mossa facciata tardobarocca dell’Immacolata Concezione, progettato da Filippo Marvaldi, che custodisce la statua del Cristo Risorto.

