Lecchiore

Leverone

Emplacement

Leverone, IM
Italy
44° 4' 42.456" N, 7° 59' 50.496" E

 

A mezza costa, in una piccola valletta secondaria dell’Arroscia, si trova Leverone, frazione di Borghetto d’Arroscia. Il paese è a sua volta diviso in due nuclei distinti, raccordati dalla strada, Borgo e Villa. In quest’ultima contrada alcune case rievocano un passato lontano e forse pauroso: Castello, Palazzo, Casa del Lupo. L’edificio Palazzo conserva ancora all’altezza delle porte d’ingresso alcune feritoie e caditoie di difesa. La chiesa è intitolata a San Bernardo Abate ed è stata radicalmente rifatta e ingrandita nel 1929. La primitiva chiesa, eretta nel 1619 era:«d’una sola navata, alla rustica e antica; fabbricata sopra vago monticello a grata vista di molta campagna». Vicino all’altare vi è il leggiadro oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, eretto nel Seicento. Sulla vetta della montagna, in splendida posizione, è meta di pellegrinaggi il piccolo santuario della Madonna della Neve o del Monte. Si può raggiungere in macchina da Gavenola, passando per il santuario dei Santi Cosma e Damiano. Le ricorrenze sono molto sentite, per le feste principali anche chi vive lontano si sente in dovere di tornare.

Lecchiore di Dolcedo

Emplacement

Lecchiore, IM
Italy
43° 54' 53.856" N, 7° 55' 23.8368" E

 

A pochi chilometri dal capoluogo, Lecchiore è una delle ville di Dolcedo in un territorio marcato sotto il profilo economico e paesaggistico dalla presenza dell’olivo. Non per caso ad un abitante di Dolcedo si deve l’invenzione del frantoio ad acqua. La storica agiatezza del capoluogo della valle del Prino si rivela nella chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo, riedificata nel 1738 su un edificio tardomedievale, affacciata su una splendida piazza a ciottoli bianchi e neri. Il bel portale in pietra nera (1492) appare armoniosamente integrato nelle nuove forme barocche del portico. L’interno, decorato da stucchi verdi e dorati, vanta cospicue opere di artisti del secolo d’oro della pittura genovese. Il pregevole ponte Grande o dei Cavalieri di Malta (1292) e gli storici frantoi lungo la sponda del Prino ne testimoniano commerci e produzione olearia. Giovanni Boine a Lecchiore scrisse pagine indimenticabili sulle fatiche dei contadini locali, impegnati nella coltura dell’argenteo olivo. Dalla frazione si può salire al seicentesco santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta, in suggestivo contesto ambientale, immerso nel silenzio attenuato solamente dallo scorrere dell’acqua del torrente. A breve distanza alcuni deliziosi laghetti, apprezzati sia dai locali, sia dalla folta colonia tedesca.

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