Emplacement
Da Rezzo, con una strada sterrata di 3 km m.453 s.l.m.
Rezzo,
IMItaly
44° 1' 6.9348" N, 7° 51' 56.3112" E
Storia: nell'anno 1444 i capi famiglia di Rezzo decidono all'unanimità di erigere un convento divenuto poi santuario dedicato a culto di Maria Bambina. Scelgono il colle che sovrasta ad Ovest il paese, dove si trova uni ricca e fresca sorgente d'acqua e affidano l'incarico per i lavori principali ad artigiani delle valli imperiesi, che probabilmente hanno lavorato in altri santuari della regione (Montegrazie) riservando per sé i lavori di sterro e il trasporto di pietre, travi, che compiono la sera, dopo il lavoro dei campi. Nel 1492 il santuario è già in piedi e viene consacrato e inaugurato dal vescovo di Albenga.
La chiesa è in stile romanico-gotico; ha il presbiterio ma è priva di coro, è a tre navate, divise da colonne, alcune delle quali monolitiche, con capitelli scolpiti a bugne e a foglie. Gli archi tra colonne hanno un lieve sesto acuto e sulla facciata è collocato un rosone ricavato da un unico blocco di pietra. A metà chiesa esiste una divisione con banconi in pietra lavorata e murata per separare i membri delle confraternite locali dal popolo. Le fiancate sono artisticamente lavorate e hanno incorporate acquasantiere di semplice ma squisita fattura.
Nel santuario è importante la decorazione ad affresco, parte di un ignoto pittore delle Alpi Marittime della fine del XV secolo (Inferno, i mesi); parte di Pietro Guidi di Ranzo, che la esegue nel 1515 coprendo la navata destra e parte della controfacciata. Gli affreschi interpretano due cicli: l'uomo, la vita, la morte e il mistero della Redenzione. Il linguaggio è ancora legato alla visione medievale: Dio, col mistero della vita e della morte del Figlio, è centro dell'universo, giudice giusto e severo; l'uomo è sulla terra per lavorare (la rappresentazione dei mesi nella lunga fascia a sinistra allude a questo) e per subire la tentazione dei vizi capitali, rappresentati con la simbolica cavalcata verso l'inferno dei personaggi su animali mostruosi. Dopo la morte verrà il giudizio, che sarà di premio o di condanna. Grava sul ciclo di affreschi, su cui dominano la scena della Crocifissione e la terrificante rappresentazione dei tormenti infernali, la visione pessimistica dell'esistenza e la volontà didascalica di ammonire i pellegrini con una sequenza memorabile di immagini, quella Biblia pauperum frequente nelle chiese medievali. Sotto la seconda fascia della parete laterale è dipinto un trittico votivo: la Madonna col Bimbo, i Santi Maurizio e Giovanni Battista. Di fianco è rappresentato l'apostolo Bartolomeo, al quale era dedicato un altare. Una iscrizione ricorda i massari che nel 1515 commissionarono l'opera a Pietro Guidi. Sull'altare maggiore in origine era posto un dipinto attribuito dalle fonti al Cambiaso, opera invece di Giovanni Battista Castaldi di Triora, che raffigura la Vergine col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Martino (oggi nel municipio di Rezzo). Assegnabili a un autore della bottega cambiasesca attivo nel Ponente ligure sono i due affreschi dell'abside che rappresentano il Battesimo di Cristo e l'Adorazione dei Magi. Alla metà del Seicento gli abitanti di Rezzo vogliono impreziosire il santuario con aggiunte barocche al presbiterio, in previsione dell'inserimento nella nicchia sopra l'altare maggiore della statua capolavoro di Filippo Parodi proveniente da Genova. La decorazione viene realizzata con piacevoli stucchi da Gio Paolo Marvaldi nel presbiterio e Gio Andrea Casella nelle crociere degli altari laterali. Da ricordare infine l'altare in ardesia della cripta, cui si accede dalla navata destra, dove si trova la statua del Cristo morto. L'altare dà al santuario il titolo di Santa Maria "de sepulcro", forse voluto dal donatore del fondo che apparteneva all'ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme o dal presidente della Suprema Corte di Giustizia del Ducato di Savoia.
Tradizioni: tra le più interessanti è quella dell'8 settembre di recente istituzione: la statua di Maria Bambina viene portata processionalmente dalla chiesa parrocchiale di Rezzo al santuario e riportata in parrocchia alla fine del ciclo delle festività Il santuario è anche punto di incontro per il convegno triennale degli emigrati dispersi nel mondo. Si riuniscono per iniziativa della Pro Loco e nello spiazzo antistante il santuario si svolgono funzioni religiose e viene servito un pranzo.
Ex voto: non si trovano più nel santuario fatta eccezione per il più antico di essi costituito da un affresco sotto la grande Crocefissione: si tratta di quattro figure votive fatte eseguire dai massari in occasione dell'opera felicemente compiuta: sono i Santi Mauro, Giovanni Battista e Bartolomeo. Tra loro la vergine col Bimbo.