Imperia

Santuario di Santa Maria Maggiore

Emplacement

Castelvecchio, IM
Italy
43° 53' 43.5048" N, 8° 1' 45.4404" E

Storia: si tratta di un edificio barocco del 1680, attribuito a G.B. Marvaldi, costruito su una primitiva chiesa di epoca carolingia dedicata alla Vergine sotto il titolo dell'Assunta e distrutta dai saraceni. Dell'antico edificio rimane traccia nel campanile, mentre della chiesa medievale restano il tabernacolo gotico della scuola dei Gaggini e la tavola dell'Annunciazione, dell'inizio del XVI secolo. Interessante l'affresco della volta di Francesco Carrega (1706-1781) raffigurante l'Assunta.

Santuario di Nostra Signora dei Piani

Emplacement

Piani di Imperia, IM
Italy
43° 52' 34.0248" N, 8° 0' 43.6428" E

Il culto della Madonna Assunta, secondo la tradizione, viene introdotto dai Benedettini prima del secolo XIV. Si ha infatti memoria che già a quest'epoca era istituita la grandiosa Fiera di Santa Maria dei Piani e che la festa titolare era celebrata con grande concorso di popolo. Antica pieve battesimale per le valli di Porto Maurizio e successivamente santuario dei Cavalieri di San Giovanni d'Acri (secolo XIV), la chiesa viene ampliata nel Cinquecento e radicalmente trasformata da G.B. Marvaldi e dal figlio Giacomo Filippo agli inizi del Settecento che la trasformarono a unica navata secondo il gusto barocco. Della chiesa antica restano le tre absidi e un breve tratto di muro ad archetti pensili accanto al campanile. Molto interessanti gli affreschi originali dell'abside centrale (attuale ingresso) e di una delle absidi laterali (oggi fonte battesimale) eseguiti nel 1488 da Tomaso Biazaci. Raffigurano Scene della vita di Maria e degli Apostoli e figure allegoriche. L'immagine venerata è una Madonna lignea del XIII secolo di provenienza iberica. Si trova nel terzo altare a destra, inserita in una nicchia e circondata dai Misteri del Rosario e dalla raffigurazione della scena del Miracolo del 1564 quando si bloccò il carro con il quale i pirati barbareschi intendevano portare via la sacra immagine. La tela è di Batta Casanova (1609), figlio del più noto Agostino.

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