Sotto la figura della Vergine in Trono con il bambino è posta una schiera di piccole figure oranti, fra loro in prospettiva centrale, sottolineata anche dal trono e la sua pavimentazione a scacchi bianchi e neri. Gli elementi ormai contraddistintivi di Ludovico Brea si sviluppano in questa opera della tarda maturità, secondo ormai stilemi già completamente disancorati dai retaggi tardo-medievali. Le nuove idee, dovute anche alle grandi scoperte geografiche nel Nuovo Mondo, ampliano lo spazio disponibile, superando gli schematismi del polittico e creando una compartecipazione dello sfondo alla definizione della scena. Sicuramente evidente è l’assunzione di moduli leonardeschi, mediati attraverso secondari canali di comunicazione e lo stimolo ottenuto dalla committenza di buon livello dei Pasqua.

