In una delle sue ultime opere note, Ludovico lascia un singolare esempio di rapporto-contrasto tra esigenze d’apertura artistico culturali e confronto con committenze tenacemente legate al passato. La notevole qualità delle figure dei Santi allineati nei due registri del polittico e la cadenza ristretta dello spazio conferita al pannello centrale davvero in contrasto con lo spazio disponibile, potrebbero essere assunte quasi a chiave interpretativa di un intero periodo artistico. Nel pannello centrale sotto le arcate di un ricco baldacchino aggettante, traforato e dorato, campeggia su un monumentale destriero S. Giorgio languido e cortese, in evidente antinomia con l’azione violenta che sta compiendo contro il terrificante drago della tradizione. Lo spazio sullo sfondo è realizzato in modo asimmetrico: sulla destra la principessa ai piedi della collina turrita; sulla sinistra un paesaggio naturale che tende all’infinito. Nei comparti laterali, impreziositi da una raffinata impaginatura troviamo S. Pietro e S. Sebastiano a destra, S. Giovanni e S. Nicola a sinistra, sopra in corrispondenza dello scomparto centrale la Vergine col Bambino fra S. Mauro e S. Caterina a destra, S. Michele e S. Lucia a sinistra. Nella parte inferiore si segnala la predella con scene della vita del Sano che si raccomanda per fluente capacità narrativa in un bilanciato ricorso a spunti agiografici d’occasione e ad osservazione dritta di tipologie, abbigliamenti, caratterizzazioni.

