Seborga

 

Alle spalle di Bordighera la strada che conduce a Seborga è un tripudio di vegetazione lussureggiante e panorami d’intensa bellezza. Il borgo nasce dal punto di vista storico nel 954, quando Guido, conte di Ventimiglia, concede all’abbazia benedettina Sant’Onorato di Lérins in Francia il possedimento di San Michele di Ventimiglia e territori annessi, tra cui il feudo da allora ecclesiastico di Seborga. Opportunamente trasformato in Principato, il borgo nel secolo XVII batte moneta per un breve periodo nel Palazzo della Zecca, abilmente sfruttata dai monaci desiderosi di guadagno. Nel 1729 i Benedettini vendono il feudo di Seborga ai Savoia e da allora ne segue le sorti, fino ad entrare a far parte della Repubblica italiana nel 1946. Nel 1993 la rivendicazione del Principato riemerge dalla storia, da allora Seborga vanta accanto al sindaco anche un suo “principe”, eletto democraticamente. L’economia si basa sulla floricoltura, in particolare la mimosa, di cui è rinomata la varietà Seborghina, e sul turismo rilanciato dalla visibilità mediatica ottenuta dal ripristino del Principato. Il paese è un modello di ordine e pulizia. All’entrata un piccolo oratorio del secolo XIII dedicato a San Bernardo. Eredità della presenza benedettina anche nell’intitolazione della parrocchiale barocca di San Martino dal prospetto affrescato con vivaci colori. Alla sua sinistra, nella bella piazza, affaccia il “Palazzo”, antica residenza dei monaci, con resti della vecchia zecca. Molte feste e manifestazioni turistiche animano la vita del paese.

Emplacement

Seborga, IM
Italy
43° 49' 37.1028" N, 7° 41' 44.088" E

Emplacement

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