Santuari mariani in Liguria

Tra il 1517 e il 1520 la Riforma protestante mise in discussione non pochi principi della dottrina cattolica, tra i quali la presenza della Madonna nel mistero della Redenzione. Il movimento della Controriforma, che aveva ricevuto dal Concilio di Trento (1545-1563) le indicazioni per arginare il diffondersi del Protestantesimo e riformare la Chiesa Cattolica sulla base di nuovi principi morali e la conferma di quelli teologici, ebbe grande influenza sull'evolversi delle devozioni popolari che facevano capo ai santuari mariani. La Riforma luterana, infatti, teorizzando la giustificazione solo per mezzo della fede, negava a Maria il titolo di mediatrice, riservandolo esclusivamente a Cristo. Proprio sulla Madonna fece perno quel movimento di «difesa» cattolica, che attribuiva alla costruzione di Sacri Monti lungo la cintura delle Prealpi (a Varallo, Orta, Crea, Arona, Oropa, Varese) e ai luoghi di culto mariano dov'era possibile farli sorgere, il carattere di baluardo della fede cattolica, di sentinelle nelle località più esposte all'influenza del mondo protestante. Fu l'energica spinta di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano dal 1565, a portarli avanti secondo le regole dettate dal Concilio di Trento, esasperando cioè l'uso dell'arte visuale e facendo ricorso ad accese rappresentazioni, per coinvolgere emotivamente i pellegrini. L'iconografia barocca, con i suoi preziosismi, il ricorso al meraviglioso e al linguaggio metaforico e allusivo, il gusto per i contrasti, le illusioni sceniche, le macchine d'altare, era ormai dominante e si cominciava a impiegarlo, sia pure con misura e qualità diverse, in alcuni santuari liguri. Così, in epoca tridentina, la devozione mariana, praticata più nelle sue valenze taumaturgiche che in quelle teologiche e nella quale la rappresentazione della vita e della morte di Cristo e l'intercessione di Maria erano interpretate in chiave sentimentale, si caricò di contenuti didattici e apologetici. La Vergine cessò di avere una parte a margine nel mistero della Redenzione, ma cominciò a essere presentata come «corredentrice» del genere umano, assieme a Cristo Salvatore. I santuari, specialmente quelli sorti nelle aree urbane, divennero punti emergenti della nuova religiosità, le iniziative popolari e spontanee attinenti al culto mariano vennero controllate dall'autorità religiosa e indirizzate verso forme devozionali meno emotive e meno terrene e si cercò di fissare in modo stabile la tipologia delle immagini oggetto di culto. Il compito di predicare questa aggiornata visione del culto mariano fu assunto dagli ordini religiosi che, dalla metà del Cinquecento in avanti, furono attivissimi nei santuari per incanalare la venerazione della madre di Dio verso forme piùmature, con privilegio per gli aspetti spirituali, rispetto a quelli materiali, e per proporre l'ampliamento o la ricostruzione dei santuari già esistenti secondo i mutati canoni formali.

 

     

 

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