La festa si anima nel primo pomeriggio quando, su un carro trainato da un mulo, Carnevale è portato in piazza, dove è atteso dagli abitanti del paese e da qualche turista. I giovani organizzatori del “tribunale popolare” hanno preparato le “sentenze” in versi, dedicate ad autorità e concittadini, che saranno lette da un balcone, attribuendo la responsabilità dei contenuti allo stesso Carnevale, cui una maschera presta la voce. I versi sono in dialetto e piuttosto “pepati”, la persona a cui sono indirizzati resta anonima, ma gli abitanti del paese la riconoscono con facilità. Al termine della lettura, il fantoccio di Carnevale è fatto scendere dal balcone dove era stato sistemato, trascinato per la piazza, gettato giù da un muro, e infine bruciato.

