Taggia (12)

Taggia

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Taggia, IM
Italy
43° 51' 18.9072" N, 7° 51' 10.5084" E

Situata all’imbocco della valle Argentina, Taggia è uno dei borghi monumentali più importanti del Ponente ligure. I primi insediamenti in loco risalgono ai resti dell’uomo preistorico nella grotta dell’Arma e ai ritrovamenti presso Capo Don di una stazione di epoca romana. Furono i monaci benedettini ad introdurre la varietà dell’ulivo “taggiasca”, in seguito fu feudo dei Clavesana, passò poi sotto l’egemonia di Genova ed infine ai Savoia nel secolo XVII, conservando però sostanziale autonomia. Il borgo, circondato dalle mura del secolo XVI, in gran parte ancora visibili con porte e bastioni, custodisce un patrimonio architettonico e storico-artistico medievale, rinascimentale e barocco di assoluto rilievo. Appena fuori dell’abitato il complesso conventuale di San Domenico (1490) rappresenta con la sua pinacoteca il più importante centro d’arte e cultura della Liguria occidentale. Numerosi e imponenti palazzi nobiliari accanto a luoghi di culto, ricchi di opere d’arte, testimoniano la storia prestigiosa di Taggia. All’esterno del borgo traversa il torrente Argentina un maestoso ponte medievale, composto da 16 arcate, di cui le ultime romaniche. Città d’arte, Taggia è anche città della festa per alcune manifestazioni folkloriche di assoluto rilievo. Sulla costa la frazione Arma è una gradevole località balneare e importante centro commerciale.

Giovedì Santo

Il giovedì santo è effettuata la distribuzione dei biscotti giganti della Quaresima da parte della confraternita dei Rossi e di quella dei Bianchi. È tradizione della Confraternita del Confalone 1453, più conosciuta come Confraternita dei Bianchi, per il colore delle cappe indossate (oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano) che si tramanda da più di quattrocento anni. Sull’involucro, che fascia il biscotto, è scritto: L’Amministrazione dell’Oratorio dei SS. Sebastiano e Fabiano Taggia offre il tradizionale biscotto e augura Buona Pasqua. Fu poi seguita nel 1600 da quella dei Trinitari (Rossi), che hanno sede presso la chiesa della SS. Trinità, dove pure ogni Giovedì Santo avviene la distribuzione del grande Biscotto della Quaresima. Negli oratori delle confraternite vengono allestiti anche Sepolcri di notevole pregio. I confratelli, dopo la distribuzione del biscotto, si radunano nei rispettivi oratori per mangiare insieme lo stoccafisso.

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Taggia, IM
Italy
43° 51' 20.9556" N, 7° 51' 11.394" E

Festa di san Benedetto Revelli

La manifestazione folclorica più spettacolare ed emozionante della Liguria è forse la “festa dei furgari”, che si svolge nel borgo medievale di Taggia, in valle Argentina, la notte tra l’11 e il 12 febbraio (o il sabato più prossimo a questa data). Nel primo pomeriggio vengono scaricati nelle piazze i ceppi, che disposti in cataste bruceranno nella notte, incendiando di falò la città. I “furgari” sono gli antenati dei fuochi artificiali: canne di bambù lunghe anche mezzo metro, riempite a mano con una miscela contenente anche polvere nera. Un’enorme folla è richiamata dall’avvenimento. Da non perdere la “sparata”, cioè l’accensione in contemporanea di molti furgari collegati tra loro da una miccia che provocano una meravigliosa cascata di luci. Ne viene effettuata una presso il ponte medievale e un’altra in via Soleri. È l’inizio della festa, subito dopo si accendono i falò e prende vita la magia di questa festa del fuoco: chi percorre l’autostrada in quel frangente ha davvero l’impressione, nell’osservare dal viadotto il borgo sottostante, di assistere ad un incendio di vaste proporzioni, tante sono le fiamme e il fumo intenso che da Taggia si eleva nell’aria. La festa regala ai visitatori momenti indimenticabili e forti emozioni; ci si muove tra bagliori e petardi, in uno scenario surreale. Protagonisti della festa sono i giovani, che danno “fuoco alle polveri”: si tratta dell’accensione dei “furgari”, tenuti in mano in una prova di coraggio e abilità, che sprigionano all’accensione una lunga e intensa scia luminosa diretta verso il cielo. Alcuni di questi furgari, di dimensioni più piccole, sono diretti verso i piedi delle ragazze, le quali si danno alla fuga, ma gradiscono in realtà l’attenzione di questa inusuale forma di corteggiamento, omaggio alla loro bellezza.

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Taggia, IM
Italy
43° 51' 22.7376" N, 7° 51' 13.8636" E

Festa della Maddalena

Una delle splendide tradizioni taggiasche, tanto da attirare l’attenzione di Clara Gallini, che ne scrisse su Lares negli anni ’60 del secolo scorso. I giovani della Compagnia dei Maddalenanti si radunano intorno alle 17 del sabato e sfilano sulle loro cavalcature, preceduti dalla banda cittadina Pasquale Anfossi, fino alla piazza della chiesa parrocchiale. Di qui partono in direzione dell’eremo di santa Maria Maddalena del Bosco, dove trascorreranno la notte all’aperto tra scherzi e bevute. La domenica mattina arrivano le donne e gli altri organizzatori della festa per preparare all’aperto il pranzo dentro enormi paioli scaldati sul fuoco a legna. In tarda mattinata si svolge la messa alla presenza del Contestabile, della Contestabilessa e dei rispettivi vice. Al termine avviene una prima esecuzione del ballo della morte, che vede protagonisti due uomini, che impersonano rispettivamente u Masciu (il maschio) e la Lena (Maddalena). Durante la mattinata non mancano scherzi di vario genere: tradizionale legare qualcuno ad un palo sul piazzale e versargli il vino in bocca da un imbuto o fargli baciare una padella annerita. Arriva l’ora del pranzo che riunisce in lunghe tavolate per più di quattrocento persone. Nel tardo pomeriggio i Maddalenanti scendono dall’eremo e si radunano alle porte di Taggia, prima del ponte medievale. Preceduti dalla banda musicale entrano trionfalmente in paese su camion, furgoni, cavalli, lanciando tra grida festose e battimani, mazzi di lavanda alla folla che li attende. Il ballo della morte è eseguito altre due volte, nella piazza degli Eroi Tabiesi e in piazza Cavour. Qui la festa si conclude, dove era iniziata. Lunedì mattina è la Maddalenetta, giorno in cui il Contestabile celebra la sua carica e la felice conclusione della festa, offrendo un pranzo. Messa di suffragio dei compagni defunti nella chiesa di santa Lucia, visita al cimitero dove vengono deposti mazzi di lavanda sulle tombe. Il nuovo contestabile sfila per il paese al suono della musica della “Maddalena”, il tempo per un paio di rinfreschi e poi, sempre in corteo, i numerosi invitati, tra cui non mancano autorità e organizzatori della festa, vanno al pranzo nei pressi del campo sportivo, in cui si celebra Contestabile e Contestabilessa, i loro vice e la tradizione della Maddalena.

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Taggia, IM
Italy
43° 51' 22.7376" N, 7° 51' 21.2796" E

Corteo Storico

Dal 1979 a Taggia la festa di san Benedetto Revelli (v. Festa dei Furgari) si è arricchita di un altro avvenimento spettacolare, che si svolge a distanza di un paio di settimane: il corteo storico, che negli anni ha saputo via via migliorare nella cura del dettaglio, preziosità dei costumi, complessità degli allestimenti, incrementando in modo esponenziale il coinvolgimento degli abitanti del luogo e la partecipazione della folla, attirata dallo spettacolo messo in scena. Per questo motivo è qui citato anche se non rientra strettamente nel canone della “festa tradizionale”. Sabato mattina il borgo è invaso da bancarelle, che vendono ai turisti artigiananato e prodotti tipici; segue al campo sportivo una rievocazione degli scontri che coinvolsero nel 1625 Repubblica di Genova e Ducato di Savoia, con la partecipazione di compagnie storiche di armigeri italiane e straniere. La sera notte bianca a sorpresa. La domenica mattina le piazze del borgo si animano dei quadri in costume che vedono gli abitanti del borgo rievocare e recitare episodi storici e scene di vita quodidiana del sec. XVII. Una giuria assegna i premi ai rioni che partecipano alla rappresentazione. Infine al pomeriggio grandioso corteo storico.

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Taggia, IM
Italy
43° 51' 20.9556" N, 7° 51' 17.5716" E

Visione di S. Tommaso d’Aquino. Serie di Santi e Beati domenicani

I Padri domenicani affidarono al Brea il compito di affrescare la biblioteca appena costruita con la Visione di S. Tommaso d’Aquino, firmata e datata 1495, e con una serie di santi e beati domenicani, illustri per dottrina teologica: è un ciclo dove, per quanto riguarda la teoria delle figure dei clipei, si è ipotizzato l’intervento di un altro pittore, forse lo stesso Canavesio.

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Piazza Beato Cristoforo
Taggia, IM
Italy
43° 51' 23.5476" N, 7° 51' 7.5888" E

Crocifissione con San Tommaso

Alle prese con un soggetto assai comune che era già stato trattato dal Canavesio nel medesimo convento, Ludovico Brea ne attua un’interpretazione profondamente diversa, quasi nel provocatorio confronto con il piemontese. La carica innovativa dell’autore aliena da sostanziali modifiche su una composizione figurativa classica che si appunta totalmente su un’apertura paesaggistica di ampio respiro che sconfina verso una pianura sinuosa racchiusa tra due quinte rocciose in secondo piano e saldata ad un cielo drammatico, ma non corrusco da un orizzonte indefinito. Ludovico, a differenza di Canavesio, spazia verso una veduta rinascimentale, conclusa da scarsi ma significativi richiami naturalistici.

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Piazza Beato Cristoforo
Taggia, IM
Italy
43° 51' 23.562" N, 7° 51' 7.4736" E

Polittico del battesimo di Cristo fra i SS. Pietro e Paolo

Lo scomparto centrale raffigura Cristo battezzato da San Giovanni Battista, a sinistra San Pietro che reca in mano le chiavi del paradiso e San Paolo a destra, armato di spada. Lo scomparto superiore rappresenta figure di Santi e Sante, di dimensioni ridotte mentre quello inferiore raffigura i dodici Apostoli ai lati di Gesù. Lo sfondo è dorato, così come le colonnine, i fregi e le cornici ai vari scomparti e registri del polittico. Il monumentale polittico fa cogliere il persistente gusto del Brea per la resa minuziosa ed elegante del dettaglio e per preziosismi cromatici che si può ricollegare alle sue prime fasi.

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Piazza Beato Cristoforo
Taggia, IM
Italy
43° 51' 23.796" N, 7° 51' 7.6068" E

Polittico di S. Caterina da Siena tra S. Agata e S. Lucia; Annunciazione

Il polittico è stato realizzato per le terziarie francescane di Taggia. Nello scomparto centrale domina la figura di Santa Caterina che reca in mano i suoi tipici attributi mistici. Alla sinistra è affiancata da Sant’ Agata, e a destra da Santa Lucia, la prima con i seni tagliati simbolo del suo martirio, la seconda con gli occhi. Il fondo oro è ancora di gusto tipicamente tardo-medievale, ma esso viene smentito dalla tendenza al dettaglio minuzioso, di matrice fiamminga, e al tentativo di plasticità e corposità mediante chiaroscuri. Nello scomparto superiore è rappresentata la scena dell’Annunciazione, tra le figure degli arcangeli Michele, armato di spada e bilancia, e Raffaele con al suo fianco Tobia.

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Piazza Beato Cristoforo
Taggia, IM
Italy
43° 51' 23.6988" N, 7° 51' 7.722" E

Polittico della Madonna del Rosario

Sotto la figura della Vergine in Trono con il bambino è posta una schiera di piccole figure oranti, fra loro in prospettiva centrale, sottolineata anche dal trono e la sua pavimentazione a scacchi bianchi e neri. Gli elementi ormai contraddistintivi di Ludovico Brea si sviluppano in questa opera della tarda maturità, secondo ormai stilemi già completamente disancorati dai retaggi tardo-medievali. Le nuove idee, dovute anche alle grandi scoperte geografiche nel Nuovo Mondo, ampliano lo spazio disponibile, superando gli schematismi del polittico e creando una compartecipazione dello sfondo alla definizione della scena. Sicuramente evidente è l’assunzione di moduli leonardeschi, mediati attraverso secondari canali di comunicazione e lo stimolo ottenuto dalla committenza di buon livello dei Pasqua.

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Piazza Beato Cristoforo
Taggia, IM
Italy
43° 51' 23.6592" N, 7° 51' 7.5312" E

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