Molini di Triora (5)

Molini di Triora

Emplacement

Molini di Triora, IM
Italy
43° 59' 21.6816" N, 7° 46' 28.3584" E

Il borgo deve il suo sviluppo alla felice posizione d’incontro a cui convergono i tre borghi d’altura di Triora, Corte e Andagna per portare i loro prodotti a macinare nei “Molini” mossi dall’acqua dei torrenti Argentina e Capriolo. Nel corso dei secoli questa funzione subalterna di servizio è riscattata dalla crescita di Molini fino a divenire un importante borgo commerciale. L’apertura della rotabile di fondovalle regalerà a Molini la sua autonomia comunale (1903). I monumenti presenti testimoniano di una precoce agiatezza del borgo. La parrocchiale di San Lorenzo, eretta nel 1484 e volta in forme barocche tre secoli più tardi, custodisce un prezioso polittico di Emanuele Macario e murata in facciata un rilievo in ardesia del 1450. Sopra l’abitato, in posizione isolata nell’area cimiteriale, sorge il santuario di Nostra Signora della Montà del secolo XV. La chiesa è in forme romaniche; all’interno affreschi del 1435 di Antonio Monregalese, sull’altare maggiore grandiosa ancona lignea barocca. Alcune frazioni del Comune furono rilevanti centri medievali autonomia, fra questi Corte, Andagna e Glori, tutti in splendida posizione panoramica, ricchi di monumenti e opere d’ arte. Nel territorio di Molini rientra anche il santuario di San Giovanni dei Prati, a cui converge la popolazione della valle il 24 di giugno.

Glori

Emplacement

Glori, IM
Italy
43° 57' 10.926" N, 7° 50' 0.942" E

Una deviazione dalla carrozzabile che risale la valle Argentina porta in breve attraverso una strada a tornanti panoramica a Glori, un nucleo medievale intatto nel suo impianto urbanistico. Il reticolo di vicoli che attraversa a diversi livelli il paese svela murature in pietra e tetti d’ardesia. Nei modi di elevazione delle case un apparente disordine di volti e contrafforti, rimasto inalterato nel tempo, è frutto in realtà di un’ingegnosa e sapiente tecnica costruttiva. Costretta tra una rampa ed una piazzetta angusta la cappella di Sant’Antonio Abate svela la sua data di nascita in un portale in pietra nera: 28 maggio 1632. In onore del santo un falò arde il 17 gennaio; fuoco protagonista anche il 9 settembre quando una suggestiva fiaccolata raggiunge ogni anno al termine di una suggestiva passeggiata tra uliveti e castagni secolari il santuario dedicato alla Madonna di Lourdes, da dove si gode un magnifico panorama sulla vallata. Lo stesso sentiero, proseguendo, conduce a Carpasio, transitando per il santuario della Madonna di Ciazzime.

Festa di sant’Antonio Abate

La sera del sabato, intorno alle 19.30, si accende il falò, in dialetto oośu, che viene continuamente alimentato con fascine verdi. Alle 20 si tiene la messa nell’oratorio dedicato al santo. Al termine della funzione, benedizione delle castagne bollite, che vengono distribuite ai presenti. Si cuociono vari cibi alla brace. Alla domenica pomeriggio ha luogo una breve processione.

Emplacement

Glori, frazione di Molini di Triora, IM
Italy
43° 57' 18.4896" N, 7° 50' 1.5612" E

Deposizione dalla Croce

Al santuario di Nostra Signora della Montà (Madonna della Montata) è allestito l’apparato scenico del Calvario con il Cristo in Croce. Due sacerdoti (compito affidato solo a loro), utilizzando due scale appoggiate ai bracci della croce procedono alla schiodatura del Cristo. Sul palco vi sono sei sei bambini vestiti da angioletti (abito lungo, ali di piume di galline), che ricevono, in una busta nera con il simbolo della croce, un chiodo a testa e il cartiglio I.N.R.I. Dalla chiesa parrocchiale il Cristo Morto era stato precedentemente trasportato al mattino presto “in incognito” da quattro giovani al santuario. Il Cristo, fissato alla Croce con delle bende, è deposto e adagiato su una portantina, mentre i fedeli intonano:«Non già t’increbbe…/Desolato mio Signore…». Una processione lo accompagna dal santuario alla chiesa parrocchiale di san Lorenzo, lungo il perocorso si canta Christus vincit. Anticamente la banda suonava la marcia funebre. Nella chiesa parrocchiale la gente va a baciare il Cristo morto, mentre da fuori strepitano le tarabacche e risuonano e göggie, le lumache di mare. Il sabato non è più visibile il Cristo Morto. Al Gloria si scopre il Cristo Risorto con lo stendardo bianco e rosso in mano; la statua è portata in una breve processione fuori dalla chiesa parrocchiale. Un tempo al suono delle campane, tutti, specie i bambini, correvano a lavarsi gli occhi alle fontane.

Emplacement

Molini di Triora, IM
Italy
43° 59' 31.9092" N, 7° 46' 31.4472" E

Santuario della Madonna della Montà

Emplacement

Molini di Triora, IM
Italy
43° 59' 32.7984" N, 7° 46' 31.2744" E

Storia: il santuario è costruito su un poggio, sopra l'abitato di Molini di Triora, in mezzo all'area cimiteriale.

La tradizione fa risalire la chiesa al 1200 come primitiva sede della parrocchia di Molini, ma l'attuale costruzione è del seco­lo XV e la venerazione nasce dalla tradizione popolare, probabilmente in rapporto al culto dei morti.

La chiesa è a tre navate, divise da colonne ed archi. Le due navate laterali con­servano la volta a capriata; nella parte centrale la volta è stata rifatta in muratura. La navata a Ponente è di un metro più stretta di quella orientale.

Sull'altare maggiore era collocata una grandiosa ancona lignea (1707) barocca dovuta all'intagliatore locale Giuseppe Borgo­gnone, detto Boscaglia, divisa in scomparti: ai lati si trovano le statue dell'Angelo e della Vergine Annunciata, al centro un dipinto raffi­gurante la Madonna col Bimbo tra i Santi Gio­vanni Battista e Caterina Vergine della bottega dei Castaldi, datato 1605 (oggi nella parroc­chiale).

L'interesse di questo santuario è dovuto  an­che agli affreschi del 1435 di Antonio Mon­regalese che raffigurano la Crocifissione, la Vergine e Santi, Cristo nel Sepolcro tra i Santi Antonio abate e Biagio coperti dall'ancona li­gnea del Boscaglia e riscoperti nel 1918. Un interessante affresco, raffigurante l'Ecce Ho­mo, è venuto alla luce nel 1925 sopra un primi­tivo altare.

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