Aurigo (2)

Aurigo

Emplacement

Aurigo, IM
Italy
43° 58' 56.6724" N, 7° 55' 18.2748" E

Il borgo, la cui felice posizione gli valse il nome di Apricus, esposto al sole, è ordinatamente disteso su un poggio; le case corrono lineari verso la quinta della bella chiesa parrocchiale. Feudo dei conti di Ventimiglia, di cui resta ricordo nel Palazzo De Gubernatis, eretto nel secolo XV sui resti del precedente castello, divenne in seguito possedimento dei Savoia. Il primitivo insediamento di Aurigo sorgeva più in alto forse in corrispondenza della chiesa di Sant’Andrea del secolo XII. Trasformata in forme barocche, conserva della chiesa romanica abside e portale murato. Il campanile, dotato di feritoie, svela l’antica funzione di torre di segnalazione. Un sentiero di crinale, lungo il quale s’incontrano piloni tardo medievali in pietra nera, la collega al santuario di San Paolo del secolo XVI, poi rimaneggiato in epoca barocca, ma di origini medievali, preceduto da un elegante portico settecentesco. Il portale reca sull’architrave la data 1602; in pietra nera anche la raffinata balaustra dell’altare con quattro figure di santi (1592). All’interno un pregevole polittico del pittore Giulio de’Rossi raffigura San Paolo circondato da una pletora di santi (1569). La chiesa parrocchiale, edificata su progetto di Giacomo Filippo Marvaldi è ornata all’interno da fini stucchi dai vivaci colori, opera di artisti ticinesi della fine del secolo XVIII.

Santuario di San Paolo

Emplacement

Aurigo, IM
Italy
43° 59' 1.0536" N, 7° 55' 24.168" E

Storia: la devozione a San Paolo arriva probabilmente nell'alta valle Impero con le prime comunità cristiane. Il cammino intermedio non è noto: si sa soltanto che il primitivo santuario è anteriore al 1500. La più antica iscrizione dell'attuale chiesa è del 1506 ed è citata nel manoscritto del Sacro e Vago Giardinello del 1628, nella Curia di Albenga: "fabbricato in una sol nave et un'aula, in volta, con coro a tramontana et elevata cupola d'honesta et bella architettura (...) che tien altra porta al fianco verso ponente con antico e delineato portale in nera pietra, scolpito di alcune figure di santi et un Jesus in mezzo con iscrizione 1506". Dell'antica chiesa si conservano l'abside e la cupola, la loggia e il portale con l'iscrizione: Doni tempus habemus, operennnvoiium 1604. Sulla balaustra, anch'essa dell'antica chiesa, è scolpito il nome del massaro che la fece; il trittico sopra l'altare maggiore, raffigurante San Paolo tra i Santi Pietro e Andrea viene commissionato a Giulio De Rossi nel 1567. In calce al trittico è posta una iscrizione col nome dei massari Domenico Rolando e Andrea Pellegrino, che fecero eseguire il quadro. I due quadri attigui al coro, raffiguranti la Conversione e il martirio di San Paolo del 1628, sono attribuiti dalla tradizione a un pittore ricercato dalla gendarmeria e rifugiato in Aurigo e sono ora conservati nell'Oratorio dei Disciplinanti. La chiesa è stata completamente ristrutturata tra il 1700 e il 1800. Tra il 1719 e il 1730 l'edificio perde la forma romanica e assume quella barocca, divenendo a una sola navata. La ricostruzione avviene per iniziativa di fra Paolo Martini, eremita e massaro dal 1699 al 1723, votato alla devozione a San Paolo. Nel 1740-41 viene rifatto il pavimento del coro e della navata e nel 1768 il pittore Scarella affresca la chiesa; gli stucchi vengono eseguiti nel 1779. La devozione a San Paolo è molto sentita. Per le festività annuali molta gente si reca al santuario. La vigilia della festa vengono accesi falò.

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